La cellula YAZ

E’ la prima proposta di Landscape Design del progetto YAZ.  Un arredo in grado di “attivare” nei luoghi che lo ospitano una diversa percezione del paesaggio.Il Modulo progettato è un rifugio in grado di ospitare comodamente due persone per la notte.

L’utilizzo di un modulo temporaneo e smontabile permette di non modificare i caratteri paesaggistici del luogo che lo accoglie e potrebbe essere un supporto all’architettura rurale esistente diversificando le possibilità di accoglienza di turisti, sportivi e appassionati.

Il modulo, inserito nel percorso tematico individuato, insieme ad altri i

nterventi è parte importante di una offerta turistica sostenibile che si rivolge naturalmente ad un utente consapevole.

Costruito con materiali eco compatibili è un esempio di architettura leggera e non invasiva.

L’idea alla base del progetto è quella di costruire una camera minima completamente smontabile e riposizionabile, che allo stesso tempo offra un confort superiore alla classica tenda da campeggio.

Il modulo YAZ si compone di tre elementi:

-          la base. Ha il peso necessario a reggere l’intera struttura evitando fondazioni invasive. Rivestito in legno, si presenta come una pedana distaccata dal suolo da piedi regolabili.

-          L’involucro interno. Costituito da un doppio guscio in legno sorretto da una struttura  interna che contiene un isolante in fibre naturali (legno, canapa)

-           L’involucro esterno. Una struttura tubolare leggera calzata da una tela in tessuto tecnico, garantisce la protezione dai raggi diretti del sole estivo e, comportandosi come una parete ventilata, la circolazione dell’aria contribuendo all’isolamento complessivo.

SITO #1

SITO #2

SITO #3

SITO #4

SITO #5

SITO #6

Cartografia storica

01. Carta delle province continentali ex Regno di Napoli, 1822-25

revisione della carta di Rizzi Zannoni, eseguita da ufficiali austriaci

Foglio 7 – X

02. Istituto Geografico Militare, Carta topografica del Regno d’Italia,

rilievi 1869-1874

Fogli 190-1, 190-2, 191-3

Istituto Geografico Militare, Carta d’Italia, rilievo aerofotogrammetrico del 1957

Inquadramento paesaggistico

Inquadramento dell’ambito di paesaggio “la piana degli ulivi secolari” (Piano paesaggistico Regione Puglia)

Secondo l’Atlante del Paesaggio predisposto dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale l’area di progetto ricade all’interno dell’ ambito di paesaggio 7 denominato “Murgia dei Trulli”, comprendente i territori della Valle d’Itria e la piana costiera olivetata. In particolare ci si è concentrati sul sistema di paesaggio di quest’ultima “La piana degli ulivi secolari” nei territorio comunali di Fasano, Ostuni e Cisternino.

Caratteri idrogeomorfologici: la forma del territorio (Carta idrogeomorfologica)
La piana degli ulivi secolari si trova al piede dalla scarpata murgiana, che proprio nei comuni di Fasano raggiunge il massimo sviluppo in altezza e pendenze elevate. Il rilievo murgiano, denominato nel suo tratto fasanese “Selva di Fasano” è un elemento che caratterizza costantemente lo skyline e costituisce un punto privilegiato per la percezione del paesaggio dell’intera piana fino al mare.
In vicinanza del litorale i reticoli idrografici si sviluppano secondo percorsi brevi e per lo più rettilinei (lame), poco gerarchizzati, che costituiscono un caratteristico assetto “a pettine”. Dal punto di vista geologico la Piana degli ulivi secolari è caratterizzata da depositi superficiali recenti di natura calcarenitica o argillosa, causa della caratteristica colorazione rossastra del terreno.
Tra Monopoli e Torrecanne la costa è prevalentemente bassa e rocciosa, intervallata da tratti poco estesi di arenile sabbioso e ciottoloso, in corrispondenza dell’arrivo al mare delle vallicole. A sud di Torrecanne la costa è prevalentemente sabbiosa e caratterizzata da importanti sistemi dunari che costituiscono una delle emergenze più significative del basso Adriatico. I tratti retrodunali più depressi costituiscono i luoghi di accumulo privilegiato delle acque risorgive, riaffioranti proprio in prossimità della costa, e formano ambienti umidi di straordinario interesse naturalistico.

Caratteri dello spazio aperto
Le principali emergenze naturalistiche dell’ambito sono costituite dai boschi di latifoglie e conifere sulla scarpata della selva e dal sistema di dune e ambienti umidi costieri. Le dune costiere si presentano ancora ricche di vegetazione; nelle zone retrodunali le aree umide si alternano agli orti costieri.
Alcune delle lame che solcano la piana presentano elementi di naturalità rilevanti costituiti da vegetazione arbustiva sui versanti.
Il paesaggio della piana è connotato prevalentemente da un mosaico agricolo a maglie larghe, la cui matrice è costituita dalle grandi distese di olivi secolari a sesto irregolare, a cui sono associati frutteti e seminativi. La coltura dell’olivo era presente sin dal Duecento; il sesto irregolare degli olivi deriva dal fatto che i contadini piuttosto che mettere a dimora nuovi alberi, si accontentavano di curare quelli che nascevano spontaneamente. Al bosco di ulivi si sovrappone un sistema fitto di muretti a secco e la rete poderale di connessione delle numerose masserie fortificate.
Tale assetto paesaggistico si differenzia fortemente dal paesaggio della valle d’Itria caratterizzato dall’estrema frammentazione del territorio rurale. Il mosaico agricolo ha una trama minuta, che associa seminativi e oliveti a piccoli boschi di fragno. La valle d’Itria ha come ulteriore punto di caratterizzazione la “campagna abitata”, cioè un diretto rapporto fra residenza (trulli) e produzione agricola di antica origine. La diffusione insediativa, la frammentazione colturale e una rete viaria fitta e minuta sono i caratteri predominanti del paesaggio.

Caratteri del sistema insediativo

Il sistema dell’insediamento si attesta sulla Strada Statale 16, che collega i centri di Monopoli, Fasano e Ostuni e lungo la quale si trovano le frazioni di Pezze di Greco e Montalbano.
Sulla costa attorno alle torri costiere o piccoli approdi sono sorte di recente piccoli insediamenti e centri turistici, ad uso stagionale, serviti dalla superstrada E55.
Nella fascia più interna lungo i percorsi storici paralleli alla costa, fra cui l’antica Appia Traiana, il sistema delle “masserie da campo”, masserie cioè strettamente funzionali all’organizzazione del lavoro agricolo, caratterizza fortemente il paesaggio della piana. Molte di esse sono state recentemente riconvertite a fini turistici.
Nelle pareti laterali delle lame si aprono grotte naturali, sede di insediamenti rupestri, successivamente adibiti a trappeti (ambienti rustici in cui avviene la spremitura delle olive). La piana è anche disseminata di piccole antiche strutture per la raccolta dell’acqua e ricoveri in pietra a secco, che diventano più frequenti allontanandosi dalla costa.
Il sistema insediativo al di sopra del costone della selva presenta fortemente il carattere della dispersione. Il fenomeno è di antiche origini ed è strettamente legato alla residenzialità associata alla pratica agricola. Quasi ogni lotto è caratterizzato dalla presenza di una costruzione a secco, un trullo o una “casedda” e nella zona
di Monopoli e Fasano il densificarsi delle aggregazioni produce piccoli nuclei (contrade).

I contesti di paesaggio

Sintesi: I tre contesti paesaggistici

All’interno dell’ambito di paesaggio “Piana degli ulivi secolari” , il progetto YAZ ha preso in considerazione un’area specifica a sud del centro abitato di Fasano. Si tratta di una fascia di territorio, ricadente nei comuni di Fasano, Cisternino e Ostuni, compresa fra la scarpata della selva e i centri di Pezze di Greco e Montalbano in agro di Fasano e i centri costieri di Torrecanne e Rosamarina. In tale area è possibile ritrovare tutte le situazioni tipiche del paesaggio del contesto “Murgia dei Trulli”.

Alla luce dell’analisi dei caratteri ambientali, insediativi e paesaggistici nell’area presa in esame è stato possibile individuare tre principali ambiti di paesaggio, i cui confini sono abbastanza definiti da elementi di tipo morfologico o insediativo.

Il primo paesaggio riconoscibile è quello della scarpata della selva, caratterizzato da un forte pendenza e dall’eccezionale presenza del bosco. I suoi limiti a sud-ovest sono nettamente definiti dall’orlo morfologico e dall’improvvisa scomparsa della pendenza che segna l’arrivo sull’altopiano delle Murge e introduce al paesaggio della Valle d’Itria. Tale passaggio coincide con la scomparsa del bosco e il comparire del tipico paesaggio del mosaico della Murgia dei trulli caratterizzato dalla presenza di dolci rilievi, l’alternarsi di pascoli, seminativi, oliveti e dalla diffusissima presenza di trulli e muri a secco. A valle il paesaggio della scarpata non ha invece limiti così definiti e sfuma nel paesaggio della piana agricola senza che questo passaggio sia scandito dalla presenza di elementi fisici rilevanti. Nel contesto della scarpata della selva riconosciamo due fasce parallele coincidenti con i due gradoni. La prima fascia, quella più ripida e alta, è caratterizzata dalla presenza di un bosco impenetrabile di conifere e latifoglie, una sorta di “muro verde” che raggiunge i 380 metri in corrispondenza dei monti Pizzuto e Giannecchia. Gli unici percorsi che consentono di attraversare il bosco e risalire la scarpata sono i sentieri della Guardia Forestale, chiusi al traffico veicolare e la SP5 che risalendo la Gravina del Monte collega Cisternino a Fasano. Il secondo gradino al piede del bosco è segnato dal passaggio della SP5 e dalla presenza diffusa di cave di pietra calcarea (di rilievo quelle ai piedi dei Monti Giannecchia e Pizzuto) molte delle quali oggi in abbandono. La coltura prevalente è quella dell’olivo: le antiche colture a sesto irregolare sono state integrate con ulivi più giovani, con una conseguente densificazione del pattern arboreo. Le trame fondiarie sono fitte e minute, segnate da muretti a secco e dalla diffusa presenza di manufatti a secco (trulli, pagliare e casedde). La scarpata della selva riveste un ruolo fondamentale per la fruizione visiva del paesaggio: da qui infatti è possibile apprezzare la complessità del paesaggio della piana degli ulivi fino al mare.

Degradando verso il mare si passa nel paesaggio della piana agricola segnato dalla presenza di trame agricole a maglie larghe e da un mix colturale più ricco, che ha sempre come matrice quella dell’oliveto secolare, a sesto irregolare, a cui si affiancano colture orticole, frutteti e seminativi. La coltura dell’olivo è condotta in maniera estensiva, con 50-60 piante ad ettaro, disposte in maniera casuale secondo l’originaria ubicazione dell’olivastro, specie spontanea della macchia mediterranea preesistente, poi innestata per ottenere l’olivo sativo. E questa la zone dalle “pezze”: grandi appezzamenti anticamente coltivati a seminativo, pertinenza di grandi e nobili masserie da campo diffusamente presenti nel territorio. In ogni masseria era presente un frantoio ipogeo per la lavorazione in situ delle olive, tradizione artigianale importata dai monaci basiliani nel XII sec. Molte di esse di notevole pregio architettonico sono segnalate dalla Carta dei beni Culturali[1] e sono state trasformate in resort per il turismo di lusso e sale ricevimenti, attraverso restauri non sempre rispettosi delle tecniche costruttive tradizionali e dei caratteri dell’architettura storica. Alcune mantengono ancora la loro funzione produttiva, sebbene abbiano subito nel tempo trasformazioni e ampliamenti legati a pratiche di agricoltura intensiva, che richiedono spazi più ampi per lo stoccaggio e la trasformazione dei prodotti agricoli. La piana agricola è segnata dalla presenza di elementi infrastrutturali longitudinali paralleli alla linea di costa che scandiscono il paesaggio in fasce parallele con caratteri insediativi e naturalistici peculiari. La prima scansione è data dal tracciato della SS16 che collega in linea retta il centro urbano di Fasano a quello di Ostuni. La strada, tracciata nella prima metà dell’Ottocento, va a sovrapporsi al tracciato più antico dell’Appia Traiana che, prima della costruzione della Strada Statale, rappresentava il principale collegamento infrastrutturale della piana. Nell’intorno della Strada Statale 16 si trovano piccoli centri di discrete dimensioni, strettamente legati alla storia agricola di queste terre. I centri di Pezze di Greco (6.000 abitanti), Montalbano (4.000 abitanti) e Speziale (1000 abitanti) sorsero all’inizio dell’Ottocento sulle “pezze” che le famiglie nobiliari della zona concessero in affitto ai coloni, che decisero di stabilirvisi in maniera stanziale; il piccolo centro di Pozzo Faceto è invece sorto attorno all’elemento attrattore del Santuario della Beata Vergine del Pozzo, santa protettrice di Fasano.

A valle del tracciato dell’Appia Traiana, oggi asfaltato, le vie di impluvio delle acque assumono la forma di solchi profondi creando un interessante sistema di lame e valloni, che ospita importanti specie di vegetazione rupicola e macchiosa, ecosistemi naturali di pregio e antichissimi insediamenti rupestri nelle grotte naturali sulle pareti rocciose.

La strada statale E55 segna il passaggio dal paesaggio della piana agricola al paesaggio umido costiero. La sottile striscia compresa fra la statale E55 e la linea di costa è infatti una delle aree naturalistiche più importanti del basso Adriatico. Le aree umide ricadono attualmente all’interno del perimetro del Parco Naturale Regionale delle” Dune Costiere da Torre canne a Torre San Leonardo” e sono oggetto di specifica tutela.  A ridosso della statale si trovano le dune fossili, testimonianza dello spostamento della linea di costa verificatosi in passato. Sono attualmente coperte da vegetazione arbustiva pseudo steppica e presentano rare specie di orchidee. Al di là della statale si sviluppano gli stagni retrodunali, che in primavera e in autunno ospitano numerose specie di avifauna in transito migratorio. Il sistema di dune e spiaggie, divenute negli ultimi anni meta del turismo balneare di massa, rappresenta un importante sito naturalistico, minacciato dalla presenza di numerosi stabilimenti balneari che nel periodo estivo esigono ampie superfici di parcheggio.


[1] La Carta dei Beni Culturali è stata redatta in occasione dell’elaborazione del Piano Paesaggistico Regionale e raccoglie i vincoli e le segnalazioni dei beni archeologici e architettonici della Puglia.